crisi greciaVivo ed opero in Grecia da diversi anni e vorrei descrivervi, in una serie di contributi, alcuni aspetti della drammatica situazione che questo Paese sta vivendo. Comincerò col raccontare cosa sta succedendo sul fronte della regolazione finanziaria dei pagamenti richiesti dalle società estere che esportano le loro merci in Grecia e, per non andare lontano, farò riferimento proprio alle richieste delle società italiane che vendono i loro prodotti sul mercato greco.
Il concetto fondamentale è molto semplice: non esiste più alcuna fiducia nella “tenuta” del sistema industriale e finanziario greco. Pagamenti che una volta venivano regolati a 180 giorni, vengono ora normalmente richiesti in contanti ed in anticipo. Lettere di credito emesse da banche greche, una volta normalmente accettate dalle società italiane (ed europee) , ora sempre piu’ spesso vengono respinte. E questo succede anche quando esse vengano presentate da societa’ greche sane, con track record ineccepibili dal punto di vista della regolarità degli scambi. Si comprende benissimo cosa ciò significhi soprattutto per le PMI : difficolta’ spesso insormontabili nel regolare il differenziale tra incassi e pagamenti, rese ancor piu’ pesanti dalla stretta creditizia in atto. Insomma, non bastano le banche che restringono il castelletto delle linee di credito, a peggiorare la situazione ci si mettono ora anche le richieste di pagamento delle merci in contanti.
In questa situazione, la funzione di mediazione del sistema del credito come agevolatore delle attività economiche è palesemente menomata. La diffidenza la fa da padrona, ingessando, di fatto, il mercato e con esso le speranze di un recupero – quanto meno a breve – della via della crescita, condannando l’economia alla stagnazione. Come se ne esce ? Torneremo sull’argomento in maniera più approfondita, ma certamente servirebbero provvedimenti immediati e drastici, concertati a livello europeo, per una effettiva “messa in sicurezza” del sistema bancario.
Forse l’esperienza greca dovrebbe insegnare qualcosa ai rappresentanti delle istituzioni europee … o no?