Le modalità sono state molto discutibili, ma a questo punto occorre misurarsi con la realtà: Matteo Renzi sarà il nuovo premier. Da cittadino, non posso che augurarmi che riesca a fare qualcosa di buono per il nostro disastrato Paese. Come abitudine del Lab, non faremo sconti e saremo pronti alla critica; ma anche a riconoscere quanto di positivo venisse realizzato. In questo spirito, voglio indirizzare al neopremier tre brevi messaggi virtuali, che affido alle imperscrutabili traiettorie del web.

Primo sms: attento alla scelta del ministro dell’Economia. Non dimenticare mai che il primo problema di questo Paese in campo economico, quello dalla cui soluzione dipendono a cascata tutti gli altri, è riprendere un percorso di crescita. E la crescita la fanno le imprese. Non la fanno le banche, non la fa lo Stato per legge, non la fanno i burocrati europei con le loro teorie sull’austerity. Al ministero dell’economia oggi non serve un altro banchiere e nemmeno un professore. Serve un uomo che sappia coniugare il bilancio pubblico con i problemi reali dei cittadini e delle imprese, specialmente quelle imprese piccole e medie che sono la vera spina dorsale di questo Paese. In questo senso, resto convinto (come già scrissi molti mesi or sono) che il peccato originale del volonteroso Letta sia stata la scelta del banchiere Saccomanni. Come volevasi dimostrare: di lui non si ricorda un solo provvedimento realmente incisivo sul fronte della crescita. Al contrario, tutti ricordiamo la compartecipazione al pasticciaccio dell’IMU ed il sorriso irritante con il quale continuava a ripeterci che “eravamo fuori dal tunnel” (!). Concludo dicendo che i primi nomi che sento circolare non mi lasciano per niente tranquillo: sia la Reichlin che Bini Smaghi provengono, ancora una volta, dal giro delle grandi banche internazionali.

Secondo messaggio: attento alle lusinghe dei poteri forti. Da questo punto di vista, ti vedo a rischio. Sei molto ambizioso ed ho la sensazione che tu sia fortemente attratto da certi ambienti. Non è un mistero che i potentati dell’industria e della finanza abbiano deciso di appoggiarti con un certo entusiasmo. Da De Benedetti a Confalonieri, da Montezemolo a Tronchetti Provera passando per la finanza istituzionale di Mediobanca e quella rampante di Serra. Un peana praticamente unanime. Non penso di doverti spiegare io che non tarderà la richiesta di un dividendo sull’investimento fatto sulla tua persona. Ci starei molto attento. La casta e le corporazioni sono prontissime ad appendere il cappello dove più conviene, per bloccare qualsiasi cambiamento. Non stare al gioco, altrimenti temo che la tua stella si appannerà ben presto.

Ultimo messaggio: abbi il coraggio di prendere delle decisioni. Forse è la parte più difficile, me ne rendo conto. In Italia il metodo deldecidere attraverso la concertazione con le parti sociali ha di fatto soppiantato quello che dovrebbe essere il faro di un governo democratico, cioè ascoltare attentamente le parti sociali ma poi decidere. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: zero riforme, e quelle poche sono quasi sempre dei rimedi di compromesso peggiori del male. Dicono che da sindaco tu abbia mostrato una certa “attitudine decisionista” che in questo momento potrebbe risultare preziosa per il Paese. Di certo hai l’istinto e la capacità di rivolgerti direttamente al popolo ed una insofferenza verso i riti stantii dei cosidetti “corpi intermedi” (associazioni, ordini, sindacati e chi più ne ha più ne metta) che è in buona parte condivisibile. Qualcuno ha detto una volta: “fa più sinistra un imprenditore che assume che tanti comizi dei sindacati”. Credo si chiamasse Matteo Renzi. Vedi di non dimenticarlo.