Cosa vuole dire: “un modo nuovo di fare politica?” Partiamo da qui, da questa semplice e forse banale domanda per esprimere un pensiero su quanto è accaduto giovedì alla Camera. Mi ero illuso che volesse dire non solo onestà e competenza ma anche capacità di confronto, dura se necessario, ma senza demonizzare l’avversario. E senza mai dimenticare che in democrazia il mio pensiero vale come il tuo, la mia idea ha la stessa dignità della tua.

Il “muro contro muro” non è niente di nuovo. La “demonizzazione dell’altro”  è il film che abbiamo già visto negli ultimi vent’anni. E abbiamo anche visto come è andata a finire: paralisi totale, e a pagare il conto è stato il Paese. Questo non è il nuovo, questo è lo spettro del ritorno degli anni peggiori della Repubblica.

Mi rivolgo ai giovani deputati e senatori del movimento a cinque stelle: voi non avete bisogno di questo. Pensate di avere idee buone: affermatele con forza, ma anche con uno stile diverso dagli sterili politicanti del passato. Quelli bravi nelle risse da bar, quelli che perdevano ogni dignità sventolando i cappi in Parlamento. Testimoniate che la politica può e deve essere una cosa seria anche nei modi e nei comportamenti con i quali viene svolta. Respingete con forza le pseudo strategie di marketing (vecchie anche queste di vent’anni!) di coloro che propinano l’idea che trasformare l’avversario in un “nemico da abbattere” possa pagare dal punto di vista del consenso. Non è vero. Non è più vero. E’ questa la novità.